Pensioni e Coronavirus: ecco cosa cambia esattamente


In questo capitolo della nostra storia che mai nessuno potrà dimenticare, caratterizzato dalla diffusione del Coronavirus, sono davvero tante iniziative che sono state messe in campo, specie allo scopo di aiutare le fasce d’età più esposte a rischio, quindi quelle degli anziani. Ammirabili e degne di essere menzionate, tra tutte, le disposizioni firmate dal Capo della Protezione Civile che riguardano le novità circa il ritiro della pensione. 

Considerato il giusto monito di rimanere a casa, c’è da chiedersi: come fare a ritirare le mensilità di pensione corrispondenti al periodo di diffusione del Covid-19? E, ancora: come fare a conoscere le misure straordinarie e gli aiuti ai pensionati previsti dal piano socio-economico anti crisi delle regioni in questo periodo? Ecco di seguito alcune risposte alle domande che più di frequente si pongono i cittadini pensionati.


Pensione: dove ritirarla e quando?


In tempi di Covid-19 tutto cambia e certo non poteva passare sotto silenzio il modo i cui ritirare le mensilità pensionistiche di aprile, maggio e giugno e, chi sa, probabilmente anche quelle dei mesi a seguire. Allo scopo, è stata delineata una procedura pensata per anticipare di alcuni giorni la data del pagamento della pensione, proprio al fine di evitare possibili assembramenti presso gli uffici postali. 

Ma non è tutto, sono stati anche stabiliti degli scaglioni in base al cognome del titolare della prestazione. Ancora, Poste Italiane ha pensato di consentire ai possessori di bancomat/carte di credito la possibilità di prelevare tramite Postmat senza bisogno di recarsi presso lo sportello.


Quali misure sono state previste dal Governo a favore dei pensionati?


Il proposito di contrastare la diffusione del Covid-19 e, quindi, di tutelare gli anziani e/o aventi diritto alla pensione si è concretizzato in importanti interventi apprestati dal Governo. Allo scopo, sono tante le misure in cantiere a favore dei pensionati. È sconcertante come, tuttavia, dati alla mano, sempre più aventi diritto non conoscano le misure di supporto concepite nel loro interesse ed è ancora più triste constatare come la confusione regni sovrana. 

Ad esempio, non tutti sanno che alcune regioni italiane hanno riconosciuto ai titolari di pensioni minime un contributo economico. Nei giorni più difficili del Covid-19 non sono infatti mancati gli appelli al Governo affinché tenesse conto dei pensionati più in difficoltà. Alcuni regioni, come ad esempio la Campania, hanno approvato un sostengo di carattere straordinario a favore dei pensionati (titolari di assegni Inps e pensioni sociali) che percepiscono assegni pensionistici di importo inferiore a 1.000 euro. 

I tempi per il riconoscimento di questi interventi sembrano, contrariamente a quanto si possa immaginare, anche abbastanza rapidi. Una ragione in più, questa, per provvedere in maniera solerte, facendo valere i propri interessi, prima che il relativo diritto cada eventualmente in prescrizione.


Riforma pensioni e aumento importi minimi: mito o realtà?


Che un aiuto concreto a favore dei pensionati sia uno dei punti in agenda del Governo è cosa certa. Tra serio e faceto, sembra che in cantiere vi sia un’imminente riforma delle pensioni. Per calmierare le spese dello Stato ed evitare un eccessivo - sia pur comprensibile - indebitamento da parte dello stesso, sembra si stia valutando anche la possibilità di abolire quota 100 e di rivedere l’erogazione del reddito di emergenza. 

L’obiettivo è quello di concentrare le risorse garantendo maggiori tutele a chi versa in difficoltà, con l’auspicio che si renda di fatto giustizia e tutela anche a questa categoria, specie in questo periodo di dilaniante difficoltà economica. La priorità è oggi accordata - e si è certi lo sarà ancor più nei mesi a seguire - agli interventi di natura straordinaria. D’altronde lo si sa, la bontà del fine giustifica i mezzi. 

La speranza è quella che gli aiuti riconosciuti dallo Stato assurgano a primo concreto passo verso un impegno stabile, che vada ben oltre l’emergenza sanitaria contingente. Dunque, non resta a tutti i pensionati e ai loro congiunti che fare tesoro di tutte queste importanti novità, avvalendosi di tutti i canali di informazione possibili, quindi quelli cartacei e mediatici, ma anche dei comodi servizi a tutela dei consumatori appositamente creati in rete.



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