Auto elettriche contro auto Ibride plug-in


Oggi si sente parlare sempre più spesso di auto elettriche, o che abbiano minore impatto ambientale. Sicuramente questo termine inglese lo avrete trovato scritto da qualche parte: Plug-in, ma cosa significa?

Con questa parola si indica la possibilità di ricaricare una macchina ibrida o elettrica semplicemente inserendo la spina nella normale presa della propria abitazione oppure usufruendo di una colonnina apposita per la ricarica.

Le macchine Plug-in, sono chiamate anche PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) è possibile ricaricare le loro batterie grazie a una fonte esterna di energia elettrica, in questo modo, si evita di usare un motore a combustione interna per la ricarica. Queste auto sono in realtà sono più di semplici ibridi poiché hanno la possibilità di ricaricare le batterie attraverso la spina, una caratteristica tipica delle auto al cento per cento elettriche.

Si può immaginare a una macchina ibrida plug-in come ad un insieme di una vettura ibrida e una vettura elettrica. Cioè una vettura ibrida plug-in ricarica le sue batterie attraverso la rete elettrica di casa, uguale ad una vettura elettrica, ma, in più potrà avvalersi con validità di un motore a benzina come una vettura ibrida, in modo tale da non avere la preoccupazione di esaurire la batteria durante i tragitti più lunghi.


Diffusione delle auto ibride


Le prime vetture ibride sono state vendute per la fine degli anni novanta. Il modo di ricaricare le auto plug-in è molto apprezzato non solo per la sua praticità, tale operazione come possiamo immaginare, su può effettuare anche nel proprio garage, ma anche per il risparmio economico che può portare per l’utente. Tale fattore è legato al prezzo dell’energia, ma ormai in certe città la batteria può essere ricaricata attraverso le colonnine, una fornitura gratis grazie alle amministrazioni.

Diverse automobili ibride sono commercializzate nella variante hybrid tradizionale, e nella variante ibrida plug-in. Per far un esempio, possiamo menzionare la macchina Prius, la vettura ibrida più richiesta nel mondo, che già dal 2012 è sul mercato anche in versione plug-in, dopo che nel 2011 fu presentata in anteprima al Salone di Francoforte.

 La ricarica in genere può richiedere un tempo che varia, solitamente dipendente dal tipo di batteria, generalmente sono agli ioni di litio. Generalmente i tempi sono abbreviati in maniera consistente con la modalità rapida, che però ricarica fino all’80% della capacità complessiva, in tempi di gran lunga inferiori nei confronti della ricarica completa.

Uno studio recentemente pubblicato dal settimanale tedesco Focus, commissionato dal Ministero federale dell’Ambiente, sulle automobili ibride plug-in accusano che i test di omologazione non stimano in modo approfondito le reali emissioni di questo tipo di auto.

 Questo report è stato condotto dall’IFEU, ovvero dall’Istituto per l’energia e la ricerca ambientale, insieme all’Öko-Institut e anche dalla organizzazione ecologista Transport & Environment.

Secondo la ricerca condotta al 2030 si pronosticano 4,3 milioni di tonnellate nella sola Germania. Si stima che utilizzando le auto ibride plug-in le emissioni annue di anidride carbonica sono di gran lunga superiori a quelle menzionate dall’omologazione. SI tratta in questo caso non solo della questione ambientale, che oggi è però uno dei più grandi temi e questione spinosa da risolvere, ma si tratta anche di una questione economica.

Il governo tedesco, secondo questo studio, dovrebbe riguardare con la massima urgenza gli incentivi per l’acquisto e i benefici fiscali per le auto ibride plug-in.

Come titolo della rivista tedesca FOCUS si afferma quella di Berlino è una politica di incentivi per le auto ibride plug-in è errata a favore, poiché si rischia di non garantire il raggiungimento della salvaguarda ambientale.

Secondo quanto riportato dallo studio è previsto che per la fine del decennio lungo le strade tedesche saranno presenti 2,6 milioni di vetture ibride plug-in. In base al consumo pronosticato, queste auto emetteranno circa 2,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno.


Consumo delle Auto elettriche e plug-in


Dei nuovi calcoli che sono stati commissionati dal ministero tedesco, sono effettuati da istituti specializzati in materia, come il Fraunhofer ISI e l’ICCT, e sono basati su prove di consumo del reale traffico cittadino, come anche lo studio effettuato dall’ADAC. Il dito è rivolto soprattutto, nei confronti delle macchine aziendali, dato che hanno un ruolo non irrilevante per la quantità di chilometri giornalieri nella usura quotidiana, per mezzo della lunghezza degli spostamenti.

Si tratta di spostamenti che nei fatti limitano la quota di guida in elettrico, anche in presenza di una effettiva volontà di utilizzo. Quella che, con un’espressione molto tedesca, viene definita “disciplina di ricarica“. Tanto più che sulle lunghe distanze in autostrada, quando all’auto si richiede accelerazione e potenze di picco, prevale l’utilizzo del propulsore termico. Nonostante le critiche, le Case auto continuano a credere nell’ibrido plug-in come tecnologia-ponte fino a un ulteriore affinamento delle auto elettriche quando a autonomia e velocità di ricarica.

Tre possibili scenari di consumo sono stati testati oltre i cento chilometri in meccanismo misto, cioè con carica completa della batteria, in cui subentra poi il motore endotermico, un dato rilevante ai fini dell’Ecotest; un altro scenario, con consumi in modo totalmente elettrica (cioè ricarica di batteria senza motore a combustioni) e terzo ed ultimo, a consumi in maniera combinata (cioè con batteria non carica). Nell’Automobile Club tedesco, per assegnare le votazioni, non ha preso in considerazione soltanto i consumi, ma chiaramente anche le emissioni di anidride carbonica e di sostanze inquinanti. L’opinione cambia seconda del modello. Assolutamente positivo per la vettura meravigliosamente efficiente come la Hyundai Ionig, positivi anche per la Volvo V 60 T6, la Kia Ceed Sportwagon e la Peugeot 3008. A fine classifica troviamo i grandi Suv e crossover tedeschi come la Mercedes 350 GLE e la BMW X5 xDrive.

In definitiva quanto si inquina dipende sia dalla macchina e da come si usa. Il bilancio ecologico e anche economico non dipende solo dalla macchina.

Sostiene lo studio condotto dall’ADAC che dipende del motore e dello stile di guida, un PHEV può persino avere emissioni di anidride carbonica superiori o consumare più carburante rispetto alla sua avversaria auto a benzina.

Veronica Aneris, responsabile per l’Italia di T&E usa parole molto forti nei confronti delle plug-in,“Non meritano tutti questi incentivi”.

Gli studi effettuati confermano che le macchine ibride plug-in sono finte auto elettriche. Non fanno nulla per la salvaguardia dell’ambiente ma ricevono però un’enorme quantità di sussidi. La Finanziaria 2021 dovrebbe provvedere a fermare questo spreco di fondi pubblici. Molto meglio investire nello sviluppo di una rete di ricarica nel territorio capillare ed efficiente per auto elettriche pure.


scritto da Emilia Ferrara il 17 marzo 2021



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